| stagione | competizione | V | N | P | piazzamento |
| 1926/27 | Campionato | 15 | 5 | 8 | 5' |
| 1927/28 | Campionato | 14 | 7 | 13 | 7' |
| 1929/30 | Campionato | 22 | 6 | 6 | Scudetto |
| Coppa Europa Centrale | 1 | 0 | 1 | in corso | |
| 1930/31 | Campionato | 15 | 8 | 11 | 5' |
| Coppa Europa Centrale | 1 | 2 | 1 | el. semifinale | |
| 1932/33 | Campionato | 19 | 8 | 7 | 2' |
| Coppa Europa Centrale | 3 | 1 | 2 | finalista | |
| 1933/34 | Campionato | 20 | 9 | 5 | 2' |
| Coppa Europa Centrale | 0 | 1 | 1 | el. 8i di finale | |
| TOT | 110 | 47 | 55 | ||
| 1926/27 | Campionato diviso in due gironi, e nel girone finale torna il derby. Il nuovo allenatore ci sa fare, non patisce il passaggio dal campo alla panchina: tutt'altro. Dall'Ungheria arriva il bomber Powolny e fa sfracelli. Peccato che a fine anno debba andar via perchè la Federcalcio italiana chiude le frontiere. Si mette in mostra anche il talentuoso Fulvio Bernardini, uomo geniale e giocatore di classe sfacciata: non si fa scrupoli a farsi fotografare con la sigaretta in bocca. E' un centromediano (l'attuale regista difensivo) che per necessità si adatta in attacco. L'accresciuta qualità tecnica consente all'Inter di conquistare il quinto posto assoluto. Il campionato va al Torino. Ma il titolo verrà poi revocato per una presunta, tentata corruzione. |
| 1927/28 | Dalla Juve arriva Allemandi che però viene squalificato a vita: è lui, sempre proclamatosi innocente, il giocatore al centro della corruzione tentata la stagione precedente al Torino. Per fortuna, a campionato iniziato, ecco l'amnistia: Allemandi può continuare a giocare. Ma non è questo il fatto più importante. C'è l'esordio di Giuseppe Meazza, in primo piano. E' appena un adolescente, quando debutta. Lo chiamano 'Balilla', soprannome con cui il regime fascista indica i bambini valorosi. Meazza viene usato anche come simbolo nazionale: fa parte del "gioco", da sempre... L'Inter arriva settima, assoluta. Si soffre la partenza di Cevenini III. Miglior realizzatore è Bernardini. Dopo tredici anni, si torna a vincere il derby. |
| 1929/30 | Primo torneo a girone unico nazionale, con diciotto squadre al via: per il calcio italiano è una svolta epocale. Per l'Ambrosiana (o comunque Inter, se preferite) è il momento del terzo successo in campionato. Il presidente è Simonotti, la maglia torna nerazzurra. Malgrado il grave infortunio di Pietroboni (che simbolicamente gioca l'ultima partita), la squadra è fortissima. Spicca il solito Meazza, più Rivolta, Serantoni, Viani. E poi Allemandi, che il giorno della partita decisiva giunge allo stadio (tanto gremito che le tribune crollano!) a pochi minuti dal fischio d'inizio. Arriva trafelato, dalla Questura dov'era stato portato per un incidente d'auto finito in scazzottata. |
| 1930/31 | Il calcio danubiano di Veisz non produce il bis. Dopo il trionfo dell'anno precedente, questa stagione regala stenti e delusioni. UN contributo determinante arriva anche dalla malasorte, che elimina per infortunio i due portieri Degani e Smerzi. Si soffre soprattutto nel girone di andata. Nel ritorno va meglio. Da incorniciare un 4-1 sul Milan. Da celebrare i soliti, tanti gol di Giuseppe Meazza.
Ma il campionato va alla Juventus. E l'Ambrosiana è solo sesta. Non c'è nemmeno consolazione dalla prima edizione della Coppa Europa Centrale in cui, dopo un buon avvio, è senza appello l'eliminazione subita dallo Sparta Praga. |
| 1932/33 | Arriva un portiere prestigioso, Ceresoli. E due attaccanti di valore, Levratto e Frione II, che si combinano alla grande con Mezza. La squadra recupera credibilità, valore e posizioni in classifica. In panchina torna un uomo di indubbio spessore tecnico-tattico. I risultati si vedono, ma alla fine i successi sono solo sfiorati. In campionato, momenti di gloria nel duplice successo sul Milan. In Coppa, il cammino è da protagonista. Ma nulla può, l'Inter, in finale contro l'Austria Vienna che è espressione di un calcio, quello danubiano, ai tempi senza rivali. In finale, i nerazzurri perdono solo per differenza reti. Da raccontare la sfida tra i due centravanti, i fuoriclasse del momento: Meazza contro Sindelar. Tutta Europa ne parla. |
| 1933/34 | Ancora niente da fare nel testa a testa con la Juventus., che colleziona il quarto dei suoi cinque scudetti consecutivi.
Eppure l'Ambrosiana-Inter va in fuga. E la vittoria finale sembra fatta dopo il 3-2 nello scontro diretto giocato all'Arena (stadio gremito, i giornali enfatizzano l'incasso record: 400mila lire). Invece nelle ultime giornate i nerazzurri subiscono il sorpasso. Alla Juve fanno un favore Fiorentina e Torino (altri tempi...) che battono a sorpresa un'Inter che scivola al secondo posto. L'epilogo lascia tanto amaro in bocca, solo in parte cancellato dagli interisti della nazionale italiana che poco dopo va a vincere il Mondiale. |