| stagione | competizione | V | N | P | piazzamento |
| 1977/78 | Campionato | 14 | 13 | 3 | 5' |
| Coppa UEFA | 0 | 1 | 1 | el. 32i di finale | |
| Coppa Italia | 7 | 4 | 0 | Vittoria | |
| 1978/79 | Campionato | 10 | 16 | 4 | 4' |
| Coppa delle Coppe | 4 | 1 | 1 | el. 4i di finale | |
| Coppa Italia | 1 | 0 | 1 | el. 4i di finale | |
| 1979/80 | Coppa Italia | 4 | 1 | 1 | el. 4i di finale |
| Coppa UEFA | 1 | 1 | 2 | el. 16i di finale | |
| Campionato | 14 | 13 | 3 | Scudetto | |
| 1980/81 | Coppa Italia | 1 | 2 | 1 | el. 8i di finale |
| Campionato | 14 | 8 | 8 | 4' | |
| Champions League | 4 | 3 | 1 | el. semifinale | |
| 1981/82 | Coppa Italia | 5 | 3 | 2 | Vittoria |
| Campionato | 11 | 13 | 6 | 5' | |
| Coppa UEFA | 2 | 1 | 1 | el. 16i di finale | |
| TOT | 92 | 80 | 35 | ||
| 1977/78 | Bersellini è il "sergente di ferro". Regole severe in allenamento, tanto lavoro da riprodurre in campo. Diventa importante la preparazione atletica, affidata al professor Onesti (un aguzzino, per i giocatori). C'è solo Facchetti, della Grande Inter. Dal Brescia arriva un centravanti magro, non a caso lo chiamano "Spillo": Alessandro Altobelli. Dal vivaio spunta Beppe Baresi. Matura il libero Bini. L'Inter vince la Coppa Italia battendo il Napoli in finale: in porta c'è Bordon, in ritiro con la nazionale che va al Mondiale d'Argentina. Una defezione impensabile, oggi. |
| 1978/79 | L'impostazione del tecnico si vede: la squadra corre e fa pressing. Dal punto di vista tattico, l'Inter di Bersellini è sicuramente di primo piano. Manca però qualcosa sotto il profilo tecnico, anche se l'arrivo di Beccalossi dal Brescia garantisce invenzioni e dribbling che entusiasmano i tifosi. Ma il telaio della squadra è ancora troppo giovane, per non incorrere in maldestri alti e bassi. Alle soddisfazioni per buone prove, infatti, fanno seguito le perplessità dovute a inattesi passi falsi. E con troppa frequenza all'Inter difetta il colpo del KO. |
| 1979/80 | Al terzo tentativo (proprio come Herrera negli anni sessanta e Trapattoni poi negli anni ottanta), Bersellini centra lo scudetto preannunciato alla prima giornata e poi vissuto sempre al comando della classifica. La maturazione dei giovani è al top. Altobelli schianta la Juve con una tripletta all'andata. Beccalossi fa sognare e segnare con i suoi assist. Lo scudetto numero dodici coincide con una stagione drammatica per il calcio italiano. Scoppia lo scandalo delle scommesse clandestine. Sono coinvolti giocatori di prestigio e squadre importanti. Squalifiche imponenti. Sentenze drammatiche. Milan e Lazio subiscono la vergogna della retrocessione in B. Per l'Inter, il vanto della vittoria in campionato si sposa con l'assoluta estraneità al calcioscommesse. Società e giocatori sono esempi di pulizia in un ambiente che si macchia di cialtroneschi accordi andati più o meno in porto. |
| 1980/81 | Riaprono le frontiere e l'unica novità è rappresentata dal regista austriaco Prohaska. Il campionato è distratto dal buon cammino in Coppa dei Campioni. L'Inter fa fuori i romeni del Craiova, poi il Nantes e la Stella Rossa (decisivo il gol a Belgrado di Muraro su rigore). Ma c'è il Real Madrid allenato da Boskov, a sbarrare la strada della finale. |
| 1981/82 | Al passo d'addio, il "sergente di ferro" si congeda portando in bacheca ancora un titolo: la terza Coppa Italia della storia nerazzurra. Il trofeo arriva al termine di un percorso nobilitato dall'eliminazione della Roma di Falcao nei quarti. Nella doppia finale, avversario il Torino, la rete decisiva dell'andata porta la firma del giovane Aldo Serena. Al ritorno, il gol del pareggio-sicurezza è opera di Altobelli. Il campionato è buono in avvio e malinconico nel finale. Come al solito, un derby è deciso da Oriali: costa caro, al Milan, che a fine anno retrocede in B. Si consacra in nerazzurro il baffuto Beppe Bergomi, che merita la nazionale azzurra nella magica edizione del Mundial spagnolo. |