| 1942/43 | Pozzani cede l'Inter a Masseroni, che in anni tristi e difficili ha il merito di rispettare l'amore dei tifosi nerazzurri. In realtà non ha molto senso parlare di calcio, durante la guerra. La Federazione insiste nel far proseguire il campionato, ma lo sconforto popolare annulla l'interesse per lo sport. Affidata a Ferrari, sapiente e plurivittorioso (da giocatore), l'Inter gioca bene nel girone d'andata. Poi molla nel ritorno. Lo scudetto va al Torino. Senza festa. Il calcio, splendido passatempo popolare, non regge più i lamenti della gente. Così la Federazione interrompe il campionato nazionale, senza peraltro ostacolare, nel triennio seguente, i tornei regionali. |